lunedì 5 ottobre 2009

Un asfalto meno irritante

Una delle sostanze in assoluto più irritanti e fastidiose è il fumo dell'asfalto. Chi è chimicamente sensibile ne risente in modo particolare. Una scena del film "Safe" (del regista statunitense Todd Haynes) racconta molto bene l'entità delle reazioni che avvengono a chi è affetto da Sensibilità Chimica Multipla (MCS): la protagonista impersonata dall'attrice Julianne Moore è alla guida quando si trova a passare su una strada in corso di rifacimento, i fumi entrano nella sua auto e lei inizia a tossire, senza riuscire a smettere, si sente quasi morire e si salva soltanto rifugiandosi prontamente in un parcheggio sotterraneo.
Con la MCS piccolissime tracce di sostanze chimiche volatili possono causare reazioni a più organi, dall'asma, a contratture muscolari, mal di testa violentissimi e improvvisi, eritemi, ecc.
L'asfalto è una delle sostanze più pericolose per queste persone ipersensibili che possono stare male non solo durante la posa in opera dell'asfalto, ma anche per i mesi successivi (ci possono volere anche a due anni per le persone più sensibili). Per queste ragioni negli Stati Uniti esistono leggi locali che assicurano alle persone affette da MCS un alloggio pubblico sicuro per tutto il tempo necessario effettuare lavori pubblici vicino alla loro abitazione.


Di recente a Roma il Comune ha dovuto provvedere al rifacimento del manto stradale di una via importante dove passano anche autobus. La strada si trova in prossimità dell'abitazione di una persona con grave invalidità per sensibilità chimica.


Per anni il Comune aveva rimandato i lavori fino a quando non è più stato possibile aspettare e, grazie all'intervento dell'Associazione AMICA, si è trovato un additivo chimico speciale che abbassa la temperatura dell'asfalto e, quindi, i relativi fumi.

Si tratta dell'additivo ITERLOW-T prodotto da Iterchimica che è specifico per la produzione diconglomerato bituminoso tiepido (WMA). Va aggiunto al bitume e consente di abbassare la temperatura di confezionamento e di compattazione del conglomerato bituminoso.

Con l'aggiunta di ITERLOW T si può confezionare il conglomerato bituminoso con inerti a scaldati a soli 120°C, con conseguente risparmio energetico e riduzione delle emissioni di vapori organici in fase di stesa.

Il conglomerato così prodotto può essere poi compattato su strada a temperature che variano tra i 90°C e i 100°C, con un abbattimento pressoché totale dei fumi che fuoriescono dal bitume caldo ed un aumento notevole dei margini di tempo che intercorrono tra la produzione e la messa su strada del conglomerato stesso, quindi, i lavori avvengono più velocemente.

La persona malata ha notato una differenza notevole con le esalazioni prodotte dall'asfalto convenzionale e non ha avuto alcun problema durante la posa e la lavorazione di questo prodotto, ovviamente con le dovute cautele di prevenzione (scotch alle finestre, purificatore dell'aria, ecc. perché anche emissioni non percepibili con l'olfatto potrebbero essere irritanti per persone molto sensibili).

Si tratta di un esempio importantissimo che dimostra come lo spirito di collaborazione tra l'amministrazione comunale, i malati e l'associazione che li rappresenta possa portare a soluzione di problemi apparentemente insuperabili, ma è anche l'esempio che la chimica non è in assoluto negativa. Non c'è la tecnologia positiva o negativa in sé, ma dipende sempre da come viene usata e per quali scopi.

martedì 29 settembre 2009

9. Progetto per la Salute - Blocco dei lavori

Il diario della realizzazione del Progetto per la Salute per adesso si arena qui perché dalla prima settimana di settembre la ditta ha smesso di lavorare senza motivo. La situazione si presenta così come nelle foto.




Piano seminterrato. Nel 2008 era stato effettuato uno scavo per realizzare le fondamenta, insieme ad un consolidamento di cemento della struttura. Per ora vi sono state accatastate parte delle tegole.








Nel 2009 è stata allargata la finestra, anche se il telaio non è stato montato correttamente.




La cornice superiore di pietre è stata posta troppo esternamente così da intralciare l'installazione degli infissi e delle grate. Si vede chiaramente, inoltre, ch è stata realizzata una fascia enorme in cemento ai lati delle finestre, mentre la finitura doveva ovviamente essere in pietra.



Interni al piano superiore. E' stata realizzata la controparete alla parete laterale Est, quasi tutti i tramezzi con le nicchie per gli armadi.











E' stata allargata la finestra e montato il telaio (non ci sono foto da esterno).




E' stata fatta una gettata di calce di preparazione sul solaio per metterlo in piano e poterci poggiare sopra il sughero. Ad un occhio profano il solaio non appare in piano. La prima misurazione con la livella mostra che la bolla non è al centro così è stata ripetuta posizionandola sopra un'asse per prendere l'inclinazione media di un'ampia superficie.





Visto che si è presentato l'imprevisto di pareti in pietra molto storte per poterci poggiare sopra il sughero, la cliente ha accettato la soluzione di realizzare delle fasce di intonaco a piombo per consentire di incollarci sopra i pannelli di sughero che sono larghi 1x05 metri. Le fasce sono state realizzate ad una distanza di 1 metro l'una dall'altra (distanza intesa dall'asse centrale della fascia) così da avere una superficie di incollaggio per i pannelli. Le foto ci fanno sorgere qualche dubbio sulla effettiva realizzazione "a piombo" di queste fasce che sembrano.












Questa foto mostra che la parete a sud sia ancora priva di queste fasce.













Nella foto esterna si osserva come sia stato smontato il tetto pre-esistente e non sia stato ricoperto. Peraltro sono state poggiate le tegole sui ponteggi contro qualsiasi buon senso e la committente ha richiesto più volte alla ditta di posizionarle in modo corretto, ma senza esito.









Nel contratto di appalto per il Progetto per la Salute, la committente ha fatto approvare alla ditta una serie di norme specifiche di gestione di un cantiere per persona con MCS. Tra le varie prescrizioni c'era anche quella di rimuovere i calcinacci e i vari residui di lavorazione con un'alta frequenza soprattutto nel caso di residui potenzialmente nocivi. Come è possibile osservare dalle tristi foto che seguono il cantiere è sommerso dai rifiuti.








La guaina del tetto, per esempio, giace davanti l'ingresso della casa dal 27 luglio. Si nota addirittura della presenza di una lampada al neon, il cui contenuto è altamente inquinante.
A completare il quadro c'è i fatto che la ditta abbia persino gettato calcinacci - compresa calce (che non è mai esente da contaminazione chimica al 100% sebbene bio), mattoni e altri rifiuti - in un fosso di fronte alla casa. Su quel terreno tra l'altro cresce un'eccellente uva "selvatica"..



I lavori sono proceduti molto lentamente come si osserva dalle pile di mattoni che giacciono all'esterno e che danno la dimensione di quanto ancora ci sia da fare.




mercoledì 16 settembre 2009

Agriturismo Montarlese: gli appartamenti

Questo è l'edificio con gli appartamenti riservati agli ospiti. Si vede chiaramente la posizione alta e ventilata dell'agriturismo che è circondato solo da ulivi coltivati con metodo biologico e non vi è quindi alcun rischio di esporsi a pesticidi.


Anche il prato verde è assolutamente libero da trattamenti con erbicidi o altri prodotti chimici. Si osservino le zucche decorative che incorniciano la recinzione.

Al centro del giardino è visibile una grande pietra che ci ricordao come tutti gli edifici siano stati realizzati con pietra di recupero della zona.

Il sottotetto è stato realizzato con una decorazione tradizionale in cotto che descrive un motivo particolare della zona.


























L'ingresso al primo appartamento e la camera da leggo mostrano degli arredi semplici in legno non trattato con mensole con montanti in ferro e tende in cotone naturale.











Agriturismo Montarlese: tra tradizione e sapienza ecologica

Situato a pochi chilometri da Manciano, l'agriturismo Montarlese è stato premiato dalla Regione Toscana
nel 2005 con il riconoscimento speciale “Toscana ecoefficiente” per la sua realizzazione in base ai criteri di bioedilizia.

La sua posizione alta sulle colline dell'entroterra grossetano, a pochi chilometri peraltro dal centro termale di Saturnia, si presta ad una fruizione ideale da parte di chi ricerca un ambiente sano e confortevole.
Le caratteristiche di bioedilizia che vi ritroviamo sono:

  • coibentazione in sughero da 3 cm che va ad interporsi tra una parete esterna in pietra da 35 cm e una controparete interna in forati porizzati con farina di legno da 20 cm;
  • impianto elettrico dotato di disgiuntore in ogni camera da letto per eliminare i campi di origine elettromagnetica che potrebbero disturbare il sonno (vedi foto);
  • recupero dell'acqua piovana per gli scarichi dei wc;
  • infissi in legno di castagno massello con doppio vetro con intercapedine di 9mm e scuri interni;
  • gli intonaci sono tutti a base di calce idrata senza cemento e la finitura è in calce;
  • impianto solare termico;
  • impianto di riscaldamento a pavimento;
  • caldaia a legna per integrare il riscaldamento dei pannelli solari in inverno.
Oltre ai tradizionali parametri della bioedilizia volta al risparmio energetico si ritrovano nelle costruzioni dell'agriturismo anche accorgimenti volti alla creazione di una sensazione di benessere attraverso un'adeguata posizione dei letti, con l'uso di colori riposanti e la scelta di materiali compatibili e caldi come il legno.
Va osservato che il legno è stato trattato esclusivamente con olio di agrumi del tutto naturale.


Forse gli ospiti non avranno occasione di vedere la cucina padronale perché ogni appartamento ha la sua cucina, e va quindi segnalata perché si tratta di un ambiente particolarmente gradevole caratterizzato da un bellissimo pavimento azzurro in gres porcellanato a tutta massa. Acciaio e legno offrono un piacevole miscuglio di sensazioni tra caldo e reddo, luce e opacità.

sabato 12 settembre 2009

8. Progetto per la Salute. Come "maltrattare" una facciata in pietra

Nel corso della realizzazione della casa "Progetto per la Salute" si è verificato un imprevisto nel trattamento della facciata in pietra. Il progetto si pone come obiettivo la realizzazione di una casa adatta ad una persona affetta da Sensibilità Chimica Multipla (MCS), ma anche di una casa che rispetti la tradizione e il paesaggio e quest'ultimo aspetto non è meno difficile da perseguire.

Era prevista una stilatura della pietra con un'eccellente calce pura, la NHL 5 della T.C.S. Srl, ma la ditta ha voluto utilizzare la Tassullo Bio E/P per fare un riempimento di base nei buchi più grandi tra le pietre. La committente si è ritrovata così con una parete in pietra con una stilatura grossolana eseguita con la Tassullo Bio E/P tanto che questa calce orribilmente grigia (la Tassullo non ne ha colpa perché non prevede l'utilizzo di questo prodotto per le facciate in pietra) supera in alcuni punti addirittura lo spessore più esterno della pietra.

Queste prime immagini si riferiscono alla facciata nord intorno alla porta di ingresso.





L'ultima immagine qui sotto si riferisce alla parete Sud accanto alla porta di ingresso. Sarebbe un mq di prova: si nota chiaramente che la Tassullo grigia spunta da sotto lo strato superficiale più chiaro della TCS. Si nota che le pietre finiscono per scomparire sotto la calce. Il colore bianco stile "trullo" sarebbe facilmente risolvibile con l'utilizzo delle terre sempre della T.C.S. che offrono alla calce il tono desiderato, ma lo spessore del compenso a pietrame è un enorme problema.
Il direttore dei lavori ha subito preparato un ordine di servizio per realizzare il lavoro con materiali idonei al restauro della pietra sia per colore che per tipo di lavorazione. La ditta ha riconosciuto che la calce messa era eccessiva e si è impegnata a rimuovere la parte eccedente per poter effettuare una stilatura corretta con un materiale esteticamente compatibile con la struttura e l'ambiente, di colore simile agli interti della zona.

I risultati di questa promessa sono tutti da verificare perché il prodotto della Tassullo è di colore grigio e ha sporcato le pietre, con il rischio che, per avere un risultato dignitoso, queste debbano essere sabbiate di nuovo.

Non a caso la ditta Tassullo ha nel suo listino un eccellente prodotto per stilare le pietre e intonacare edifici storici: la calce idraulica naturale Fenix.


domenica 30 agosto 2009

7. Progetto per la Salute - Coibentazione


Per questa casa in pietra è stata prevista una coibentazione interna con pannelli di sughero forniti dalla Cooperativa Arti e Mestieri. La progettazione non aveva tenuto conto che le pareti in pietra di questo edificio antico sono assolutamente storte e la ditta si è trovata di fronte ad una superficie con pance e avvallamenti che non consentono una corretta posa del sughero senza pieghe; tra l'altro, i pannelli sono piuttosto piccoli (50x100 cm).


Si è deciso di dare un intonaco grezzo e di realizzare delle fasce verticali di intonaco "a piombo" ogni 50 cm per permettere l'incollaggio dritto dei pannelli. Resta il dubbio che piccoli spazi vuoti di 2-3 cm di spessore sotto al sughero possano danneggiare l'efficacia della coibentazione.


Come collante si userà lungo queste fasce la colla Tassullo Bio E Tk01Ch.



La parete in pietra adiacente al resto della casa andava intonacata, ma, ad un rapido calcolo, si è visto che la spesa per intonacarla era di gran lunga superiore alla spesa per ricoprirla con una fila di mattoni, che garantiscono anche una protezione dagli sbalzi termici.

La cliente affetta da Sensibilità Chimica Multipla e molto sensibile agli odori, inoltre, era molto preoccupata di avere un intonaco spesso dai 3 ai 12 cm in alcuni punti (per compensare gli avvallamenti della pietra) perché l'intonaco tende ad avere un odore persistente.


Dietro la parete di mattoni è, infatti, visibile la camera d'aria che si forma perché la base della parete in pietra è molto più ampia della parte superiore della parete stessa.




mercoledì 26 agosto 2009

6. Progetto per la salute - Preparazione alla coibentazione

Nel Progetto per la Salute di una casa di una persona con Sensibilità Chimica Multipla si è scelto di usare una coibentazione interna con sughero naturale autocollato, acquistato dalla ditta Arti e Mestieri.

Poiché le pareti in pietra non erano assolutamente a piombo e presentavano molte sporgenze e "gobbe", è stato necessario dare una preparazione dell'intonaco così da poter poi incollare sopra i pannelli di sughero.

L'intonaco usato è Tassullo Bio E/P. Questo si asciuga molto rapidamente con un vantaggio per i tempi di lavorazione.




giovedì 20 agosto 2009

5. Progetto per la Salute - Avanzamento

Il 18 agosto sono ripresi i lavori dopo le vacanze e ad oggi si è proceduto con:


1. preparazione della base per la stilatura (riempimento) delle pietre della facciata esterna


2. sbruffatura o strollatura delle pareti interne (preparazione del fondo di intonaco sopra le pietre per avere una sorta di parificazione della superficie e per poter appoggiare poi sopra il sughero).

Come malta è stata scelta la Tassullo BioE/P, prodotto da una ditta di Trento. E' un prodotto di bioedilizia con ottime qualità tecniche e di purezza delle componenti che lo rendono ben tollerato. E' stato provato da diverse persone con Sensibilità Chimica Multipla (MCS) grave e per questo risulta tra i più consigliati.

Ci sono molte altre malte a base di calce pura, come quelle eccellenti prodotte dalla ditta di Brescia T.C.S.. L'unico limite di questi prodotti è che serve un minimo di capacità per la miscelazione delle giuste quantità di sabbia e calce, un'operazione banalissima che però potrebbe mettere in qualche imbarazzo gli operai abituati a lavorare esclusivamente con la chimica.

In questo senso la malta della Tassullo Bio E/P offre il vantaggio di essere premiscelata e anche i più inesperti si trovano benissimo ad usarla. Lo svantaggio è che, come qualsiasi premiscelato, ha un volume maggiore e pesa di più, con un costo maggiore per il trasporto.

Fino a poco tempo fa, inoltre, c'erano problemi di distrubuzioe nel Lazio che obbligavano a fare l'acquisto di tutto il materiale necessario insieme per evitare ammortizzare il costo del trasporto. Per ora nel Lazio questo problema sembra in corso di soluzione.La Tassullo e la T.C.S., inoltre, sono ditte particolamente consigliabili anche per la qualità del loro supporto ai clienti. Per esperienza diretta pso dire di aver trovato personale sempre disponibile e particolarmente competente. Si può comunicare con loro per email o per telefono

sabato 15 agosto 2009

Scegliere il progettista, il direttore dei lavori, la ditta appaltatrice

Quando si fanno acquisti molto onerosi si cerca sempre di confrontare le varie offerte da fornitori diversi e, allo stesso modo, con una ristrutturazione si dovrebbero valutare almeno 3 o 4 opportunità diverse prima di decidere.
La prima scelta che ci si trova a fare quando si vuole costruire o ristrutturare un'abitazione è quella del progettista. E' preferibile scegliere un architetto o un ingegnere e controllare che abbia questi requisiti minimi:
  1. iscrizione regolare all'Ordine degli Architetti o degli Ingegneri,
  2. competenze di bioedilizia,
  3. competenze specifiche del tipo di progetto che si va a realizzare.

Se non si sa da dove iniziare ci si può rivolgere o al locale Ordine degli Architetti o degli Ingegneri oppure si può chiedere un consiglio informale all'ufficio tecnico comunale per sapere quali professionisti si presentano più frequentemente da loro con progetti simili a quello che si deve realizzare.

Con questo professionista si stipula un contratto di affidamento di incarico professionale con le specifiche dei pagamenti del compenso e del tipo di prestazione offerta.

Nel caso della progettazione bisogna fare attenzione che ci sia tutto l'iter che va dalla progettazione di massima, alla progettazione esecutiva alla presentazione agli enti locali dei progetti.

Prima che siano presentati i progetti devono essere controfirmati dal proprietario dell'immobile. Questa firma è molto importante e quindi bisogna controllare che sul progetto compaiano tutte le caratteristiche concordate a voce con il professionista.

La soluzione più adeguata di pagamento è:

  1. zero anticipi alla firma (un professionista non ha spese iniziali se non quelle della benzina per gli spostamenti),
  2. 30-40% alla consegna dei lavori agli enti locali,
  3. 60-70% all'ottenimento dei permessi per ristrutturare o costruire.

Non farsi illudere dalle pretese di un anticipo di 500, 1000 o 1500 euro da parte del professionista, pensando che in fondo si tratta di un piccolo anticipo, perché il professinista può sparire e voi sarete costretti ad intraprendere un'azione legale che può costare molto più di queste somme, somme che, tra l'altro, si potranno riavere solo al termine di un lungo iter processuale e solo se il professionista ne sia ancora in possesso o possieda qualcosa che abbia questo valore.

Per le stesse ragioni è consigliabile scrivere sul contratto di affidamento di incarico anche i tempi di consegna del progetto preliminare e del progetto definitivo agli enti. Indicare anche se il progettista si occuperà del progetto esecutivo degli impianti o di altri particolari (come arredi fissi).

E' preferibile che a seguire la direzione dei lavori sia lo stesso professionista che ha seguito tutte le fasi della progettazione e ha preso i rapporti con gli enti locali. Anche in questo caso non serve pagare anticipi ed è preferibile saldare la maggior parte del compenso a fine lavori.

Scegliere una ditta è davvero molto complicato. Il passa-parola può essere utile, ma, nel caso di un Progetto per la Salute serve anche valutare la competenza in ambito di bioedilizia e di materiali alternativi.

In Italia si contano sulla dita di una mano gli appaltatori che hanno avuto a che fare con una ristrutturazione per clienti con Sensibilità Chimica Multipla e in genere si tratta di esperienze isolate.

Questi i passi principali da tenere presente nella scelta:

  1. competenze basilari di bioedilizia,
  2. competenze relative al tipo di edilizia (per esempio capacità di lavorazione della pietra e del legno nelle case storiche o di gestione di grandi strutture, ecc.),
  3. buon gusto e capacità esecutive (si chieda il portfolio con le fotografie delle case realizzate e, se possibile, visitarne alcune sul posto almeno da fuori o, ancora meglio, chiedere ai clienti se sono soddifatti).

Una volta passata questa prima grossolana selezione bisogna valutare:

  1. iscrizione alla Camera di Commercio della ditta,
  2. ricerca di eventuali protesti o giudizi in corso,
  3. numero degli operai,
  4. regolarità dei pagamenti dei contributi all'INPS (DURC),
  5. macchinari e mezzi in dotazione.

Quando, dalla rosa delle scelte, rimangono una o due ditte si procede a discutere il tipo di offerta economica e il contratto. Ecco alcuni brevi consigli sul tipo di contratto:

  1. mai affidare alla ditta tutto il lavoro di ristrutturazione, ma iniziare da una piccola parte per testare la competenza e la correttezza della ditta, per poi eventualmente procedere nuovi incarichi,
  2. mai affidare alla ditta anticipi consistenti (leggere a tal proposisto l'articolo precedente sui pagamenti),
  3. specificare che lavori extra vanno approvati per iscritto dalla committente,
  4. specificare tutti i comportamenti particolari che gli operai e i professionisti devono tenere sul cantiere di un Progetto per la Salute di un Malati ambientale (a tal proposito si legga il Decalogo per chi lavora ad una ristrutturazione per persona con Sensibilità Chimica),
  5. specificare la data e le condizioni della fine dei lavori con le relative penali in caso di mancata consegna.

Nel caso di un Progetto per la Salute è bene allegare al contratto un capitolato dei lavori il più specifico possibile con i materiali che si andranno ad usare per ogni lavorazione, perché alcune ditte poco competenti di bioedilizia potrebbero approfittare della malattia del committente per pretendere costi aggiuntivi sui materiali o sulle lavorazioni. Le ditte competenti di bioedilizia di solito sanno che gli aumenti ci possono essere ma in nessun caso superano il 10-15% rispetto da una lavorazione normale.

Ogni regione pubblica un Tariffario dei Prezzi della Edilizia a cui ci si può riferire per controllare che la ditta offra prezzi ragionevoli oppure ci si può confrontare anche con li progettista.

Diffidare da chi offre di fare dei lavori in nero perché è illegale e non conveniente. Non solo lavorare in nero significa non tutelare i lavoratori, esporsi a multe salate e a denunce in caso di danni agli operai, ma tutto questo è perfettamente insensato tanto più che oggi ci sono leggi che incentivano l'edilizia e consentono un recupero del 35% sull'IRPEF per le spese dei materiali usati per le ristrutturazioni e addirittura un 55% per le spese relative ai materiali usati in lavori volti al risparmio energetico.

Per saperne di più visitare il sito dell'Agenzia delle Entrate.

lunedì 10 agosto 2009

Pagamenti

I pagamenti alla ditta appaltatrice avvengono in tre fasi con scadenze e percentuali stabilite da contratto:

  1. anticipo,
  2. stato di avanzamento lavori, detto anche SAL, che si riferisce alla percentuale sui lavori effettuati e viene presentato dalla ditta e approvato dal direttore dei lavori che verifica l'effettiva realizzazione dei lavori in esso descritti,
  3. fine lavori, che rappresenta il saldo finale a garanzia del completamento e della perfetta esecuzione dei lavori.

Può capitare che si verifichino contrasti tra committente, ditta appaltatrice e/o direzione dei lavori. Per esempio una ditta può presentare uno stato di avanzamento lavori su cui il direttore dei lavori non è d’accordo oppure l’appaltatore può presentare un conto aumentato per lavori extra sostenendo che sono erano stati approvati verbalmente dal committente o dal direttore dei lavori (anche se legalmente fanno fede solo preventivi di lavori extra firmati preventivamente per iscritto dal committente e il direttore dei lavori non ha alcun potere di approvare o meno le scelte di spesa del committente).

Secondo i contratti di appalto più consueti queste divergenze di valutazione tra direttore dei lavori e ditta appaltatrice si devono risolvere davanti ad un giudice, ma, quando si ha a che fare con un progetto indispensabile alla salute di una persona con grave MCS, il committente può decidere di pagare un SAL, anche contro il parere del direttore dei lavori, pur di far procedere i lavori senza ritardi, rimandando le eventuali controversie a fine lavori.

Si può intraprendere una causa civile contro una ditta appaltatrice per il risarcimento del danno anche in seguito, entro cinque anni, ma il fatto che il sistema giudiziario italiano sia estremamente lento obbliga a fare delle attente valutazioni e a prediligere le mediazioni, soprattutto nelle prime fasi di esecuzione dei lavori quando la ditta appaltatrice è in possesso di grosse somme di anticipo.

Questi problemi si possono prevenire facilmente se si evita di offrire ad una ditta appaltatrice un anticipo rilevante così che ci sia un maggiore equilibrio di forze: la ditta si comporta bene perché ha interesse a lavorare e il committente non si trova costretto ad accettare mediazioni sotto la minaccia del blocco dei lavori e della sottrazione degli anticipi versati in attesa del parere di un giudice che potrebbe arrivare dopo anni.

La soluzione migliore è concordare il versamento di anticipi frazionati che, di volta in volta, vengono usati per acquistare solo i materiali necessari ai lavori imminenti. Si suggerisce anche di frazionare i lavori ovvero difare un primo contratto solo per una parte di lavori in modo da valutare la correttezza e la competenza "sul campo" di una ditta.

D'altra parte, quando si ha a che fare con persone affette da invalidità la legge offre delle particolari tutele. Per esempio, in linea teorica, il vicino di casa di una persona affetta da MCS potrebbe essere accusato di "molestie" se si ostina a mettere ripetutamente dei profumatori ambientali, danneggiando la qualità dell'aria condominiale, nonostante la persona malata gli abbia notificato il suo aggravamento (per esempio con emicranie o crisi di asma documentate) causato da questi prodotti.

Allo stesso modo, in linea ipotetica, se una ditta impegnata nella ristrutturazione di una casa per persona affetta da grave patologia ambientale, fa richieste di "costi extra" non preventivati, di pagamenti di lavori non ancora del tutto terminati, di imprevisti e richieste anomale, di un aumento delle quantità di materiali ingiustificate e "a posteriori" o esercita altre forme di pressione con la minaccia di bloccare i lavori, senza la restituzione degli anticipi, si potrebbe configurare un reato penale legato allo "sfruttamento" dello stato particolare di bisogno della persona malata o della sua famiglia per trarne dei vantaggi economici .

Per una persona affetta da grave patologia ambientale, infatti, una casa sana non è solo un'esigenza abitativa, ma anche un'esigenza terapeutica fondamentale perché l'evitamento è la prima terapia per la MCS.

giovedì 6 agosto 2009

4. Progetto per la Salute

I lavori procedono molto a rilento. Per ora l'unico progresso visibile è l'inizio dello scavo per l'impianto fognario.

E' previsto il posizionamento di una fossa Imhoff con seconda fossa di depurazione ad ossidazione totale per garantire una fuori uscita di uno scarico a terra il più depurato possibile.

Oggi gli operai hanno iniziato a fare uno scavo a mano per posizionare le tubazioni. Presto dovrà arrivare il muletto per eseguire gli scavi in profondità per posizionare gli impianti.

sono state sostituite con delle pietre i mattoni di tufo posti proprio sotto la cornice del tetto che deturpavano esteticamente la facciata. Per ora il lavoro appare abbozzato, ma la ditta assicura che rimuoverà lo strato superficiale di calce grigia per rendere la stuccatura omogenea.

Lungo i ponteggi sono visibili i coppi rimossi, parte dei quali saranno accantonati per essere riutilizzati in futuro per la ristrutturazione della parte adiacente. Come sottocoppi saranno impiegati coppi nuovi che sono meno costosi e più regolari.













La lavorazione della parte superiore del tetto è in una fase di stallo, è stata passata della calce per uniformare la superficie e poi si passerà alla coibentazione.
Un piccolo imprevito: durante un sopralluogo la proprietaria ha notato dei fili che reggono il cemento che sono arrugginiti. Il direttore dei lavori ha poi confermato che è necessario dare un trattamento anti-ruggine. Poiché si tratta di un impiego di sostanze chimiche tossiche all'estero e per piccole superfici, la committente affetta da MCS ha accettato l'impiego di un prodotto antiruggine da concordare tra i meno tossici.



















Un secondo imprevisto: la committente si è anche accorta che gli operai avevano incautamente spalmato la colla "cattura-topi" lungo la parete da dove scendevano, contravvenendo alla promessa di utilizzarla solo su delle tavolette. Così si è creata una contaminazione. La committente ha chiesto di rimuovere attentamente questa sostanza con lo scalpello prima di posizionare la coibentazione.