domenica 30 agosto 2009

7. Progetto per la Salute - Coibentazione


Per questa casa in pietra è stata prevista una coibentazione interna con pannelli di sughero forniti dalla Cooperativa Arti e Mestieri. La progettazione non aveva tenuto conto che le pareti in pietra di questo edificio antico sono assolutamente storte e la ditta si è trovata di fronte ad una superficie con pance e avvallamenti che non consentono una corretta posa del sughero senza pieghe; tra l'altro, i pannelli sono piuttosto piccoli (50x100 cm).


Si è deciso di dare un intonaco grezzo e di realizzare delle fasce verticali di intonaco "a piombo" ogni 50 cm per permettere l'incollaggio dritto dei pannelli. Resta il dubbio che piccoli spazi vuoti di 2-3 cm di spessore sotto al sughero possano danneggiare l'efficacia della coibentazione.


Come collante si userà lungo queste fasce la colla Tassullo Bio E Tk01Ch.



La parete in pietra adiacente al resto della casa andava intonacata, ma, ad un rapido calcolo, si è visto che la spesa per intonacarla era di gran lunga superiore alla spesa per ricoprirla con una fila di mattoni, che garantiscono anche una protezione dagli sbalzi termici.

La cliente affetta da Sensibilità Chimica Multipla e molto sensibile agli odori, inoltre, era molto preoccupata di avere un intonaco spesso dai 3 ai 12 cm in alcuni punti (per compensare gli avvallamenti della pietra) perché l'intonaco tende ad avere un odore persistente.


Dietro la parete di mattoni è, infatti, visibile la camera d'aria che si forma perché la base della parete in pietra è molto più ampia della parte superiore della parete stessa.




mercoledì 26 agosto 2009

6. Progetto per la salute - Preparazione alla coibentazione

Nel Progetto per la Salute di una casa di una persona con Sensibilità Chimica Multipla si è scelto di usare una coibentazione interna con sughero naturale autocollato, acquistato dalla ditta Arti e Mestieri.

Poiché le pareti in pietra non erano assolutamente a piombo e presentavano molte sporgenze e "gobbe", è stato necessario dare una preparazione dell'intonaco così da poter poi incollare sopra i pannelli di sughero.

L'intonaco usato è Tassullo Bio E/P. Questo si asciuga molto rapidamente con un vantaggio per i tempi di lavorazione.




giovedì 20 agosto 2009

5. Progetto per la Salute - Avanzamento

Il 18 agosto sono ripresi i lavori dopo le vacanze e ad oggi si è proceduto con:


1. preparazione della base per la stilatura (riempimento) delle pietre della facciata esterna


2. sbruffatura o strollatura delle pareti interne (preparazione del fondo di intonaco sopra le pietre per avere una sorta di parificazione della superficie e per poter appoggiare poi sopra il sughero).

Come malta è stata scelta la Tassullo BioE/P, prodotto da una ditta di Trento. E' un prodotto di bioedilizia con ottime qualità tecniche e di purezza delle componenti che lo rendono ben tollerato. E' stato provato da diverse persone con Sensibilità Chimica Multipla (MCS) grave e per questo risulta tra i più consigliati.

Ci sono molte altre malte a base di calce pura, come quelle eccellenti prodotte dalla ditta di Brescia T.C.S.. L'unico limite di questi prodotti è che serve un minimo di capacità per la miscelazione delle giuste quantità di sabbia e calce, un'operazione banalissima che però potrebbe mettere in qualche imbarazzo gli operai abituati a lavorare esclusivamente con la chimica.

In questo senso la malta della Tassullo Bio E/P offre il vantaggio di essere premiscelata e anche i più inesperti si trovano benissimo ad usarla. Lo svantaggio è che, come qualsiasi premiscelato, ha un volume maggiore e pesa di più, con un costo maggiore per il trasporto.

Fino a poco tempo fa, inoltre, c'erano problemi di distrubuzioe nel Lazio che obbligavano a fare l'acquisto di tutto il materiale necessario insieme per evitare ammortizzare il costo del trasporto. Per ora nel Lazio questo problema sembra in corso di soluzione.La Tassullo e la T.C.S., inoltre, sono ditte particolamente consigliabili anche per la qualità del loro supporto ai clienti. Per esperienza diretta pso dire di aver trovato personale sempre disponibile e particolarmente competente. Si può comunicare con loro per email o per telefono

sabato 15 agosto 2009

Scegliere il progettista, il direttore dei lavori, la ditta appaltatrice

Quando si fanno acquisti molto onerosi si cerca sempre di confrontare le varie offerte da fornitori diversi e, allo stesso modo, con una ristrutturazione si dovrebbero valutare almeno 3 o 4 opportunità diverse prima di decidere.
La prima scelta che ci si trova a fare quando si vuole costruire o ristrutturare un'abitazione è quella del progettista. E' preferibile scegliere un architetto o un ingegnere e controllare che abbia questi requisiti minimi:
  1. iscrizione regolare all'Ordine degli Architetti o degli Ingegneri,
  2. competenze di bioedilizia,
  3. competenze specifiche del tipo di progetto che si va a realizzare.

Se non si sa da dove iniziare ci si può rivolgere o al locale Ordine degli Architetti o degli Ingegneri oppure si può chiedere un consiglio informale all'ufficio tecnico comunale per sapere quali professionisti si presentano più frequentemente da loro con progetti simili a quello che si deve realizzare.

Con questo professionista si stipula un contratto di affidamento di incarico professionale con le specifiche dei pagamenti del compenso e del tipo di prestazione offerta.

Nel caso della progettazione bisogna fare attenzione che ci sia tutto l'iter che va dalla progettazione di massima, alla progettazione esecutiva alla presentazione agli enti locali dei progetti.

Prima che siano presentati i progetti devono essere controfirmati dal proprietario dell'immobile. Questa firma è molto importante e quindi bisogna controllare che sul progetto compaiano tutte le caratteristiche concordate a voce con il professionista.

La soluzione più adeguata di pagamento è:

  1. zero anticipi alla firma (un professionista non ha spese iniziali se non quelle della benzina per gli spostamenti),
  2. 30-40% alla consegna dei lavori agli enti locali,
  3. 60-70% all'ottenimento dei permessi per ristrutturare o costruire.

Non farsi illudere dalle pretese di un anticipo di 500, 1000 o 1500 euro da parte del professionista, pensando che in fondo si tratta di un piccolo anticipo, perché il professinista può sparire e voi sarete costretti ad intraprendere un'azione legale che può costare molto più di queste somme, somme che, tra l'altro, si potranno riavere solo al termine di un lungo iter processuale e solo se il professionista ne sia ancora in possesso o possieda qualcosa che abbia questo valore.

Per le stesse ragioni è consigliabile scrivere sul contratto di affidamento di incarico anche i tempi di consegna del progetto preliminare e del progetto definitivo agli enti. Indicare anche se il progettista si occuperà del progetto esecutivo degli impianti o di altri particolari (come arredi fissi).

E' preferibile che a seguire la direzione dei lavori sia lo stesso professionista che ha seguito tutte le fasi della progettazione e ha preso i rapporti con gli enti locali. Anche in questo caso non serve pagare anticipi ed è preferibile saldare la maggior parte del compenso a fine lavori.

Scegliere una ditta è davvero molto complicato. Il passa-parola può essere utile, ma, nel caso di un Progetto per la Salute serve anche valutare la competenza in ambito di bioedilizia e di materiali alternativi.

In Italia si contano sulla dita di una mano gli appaltatori che hanno avuto a che fare con una ristrutturazione per clienti con Sensibilità Chimica Multipla e in genere si tratta di esperienze isolate.

Questi i passi principali da tenere presente nella scelta:

  1. competenze basilari di bioedilizia,
  2. competenze relative al tipo di edilizia (per esempio capacità di lavorazione della pietra e del legno nelle case storiche o di gestione di grandi strutture, ecc.),
  3. buon gusto e capacità esecutive (si chieda il portfolio con le fotografie delle case realizzate e, se possibile, visitarne alcune sul posto almeno da fuori o, ancora meglio, chiedere ai clienti se sono soddifatti).

Una volta passata questa prima grossolana selezione bisogna valutare:

  1. iscrizione alla Camera di Commercio della ditta,
  2. ricerca di eventuali protesti o giudizi in corso,
  3. numero degli operai,
  4. regolarità dei pagamenti dei contributi all'INPS (DURC),
  5. macchinari e mezzi in dotazione.

Quando, dalla rosa delle scelte, rimangono una o due ditte si procede a discutere il tipo di offerta economica e il contratto. Ecco alcuni brevi consigli sul tipo di contratto:

  1. mai affidare alla ditta tutto il lavoro di ristrutturazione, ma iniziare da una piccola parte per testare la competenza e la correttezza della ditta, per poi eventualmente procedere nuovi incarichi,
  2. mai affidare alla ditta anticipi consistenti (leggere a tal proposisto l'articolo precedente sui pagamenti),
  3. specificare che lavori extra vanno approvati per iscritto dalla committente,
  4. specificare tutti i comportamenti particolari che gli operai e i professionisti devono tenere sul cantiere di un Progetto per la Salute di un Malati ambientale (a tal proposito si legga il Decalogo per chi lavora ad una ristrutturazione per persona con Sensibilità Chimica),
  5. specificare la data e le condizioni della fine dei lavori con le relative penali in caso di mancata consegna.

Nel caso di un Progetto per la Salute è bene allegare al contratto un capitolato dei lavori il più specifico possibile con i materiali che si andranno ad usare per ogni lavorazione, perché alcune ditte poco competenti di bioedilizia potrebbero approfittare della malattia del committente per pretendere costi aggiuntivi sui materiali o sulle lavorazioni. Le ditte competenti di bioedilizia di solito sanno che gli aumenti ci possono essere ma in nessun caso superano il 10-15% rispetto da una lavorazione normale.

Ogni regione pubblica un Tariffario dei Prezzi della Edilizia a cui ci si può riferire per controllare che la ditta offra prezzi ragionevoli oppure ci si può confrontare anche con li progettista.

Diffidare da chi offre di fare dei lavori in nero perché è illegale e non conveniente. Non solo lavorare in nero significa non tutelare i lavoratori, esporsi a multe salate e a denunce in caso di danni agli operai, ma tutto questo è perfettamente insensato tanto più che oggi ci sono leggi che incentivano l'edilizia e consentono un recupero del 35% sull'IRPEF per le spese dei materiali usati per le ristrutturazioni e addirittura un 55% per le spese relative ai materiali usati in lavori volti al risparmio energetico.

Per saperne di più visitare il sito dell'Agenzia delle Entrate.

lunedì 10 agosto 2009

Pagamenti

I pagamenti alla ditta appaltatrice avvengono in tre fasi con scadenze e percentuali stabilite da contratto:

  1. anticipo,
  2. stato di avanzamento lavori, detto anche SAL, che si riferisce alla percentuale sui lavori effettuati e viene presentato dalla ditta e approvato dal direttore dei lavori che verifica l'effettiva realizzazione dei lavori in esso descritti,
  3. fine lavori, che rappresenta il saldo finale a garanzia del completamento e della perfetta esecuzione dei lavori.

Può capitare che si verifichino contrasti tra committente, ditta appaltatrice e/o direzione dei lavori. Per esempio una ditta può presentare uno stato di avanzamento lavori su cui il direttore dei lavori non è d’accordo oppure l’appaltatore può presentare un conto aumentato per lavori extra sostenendo che sono erano stati approvati verbalmente dal committente o dal direttore dei lavori (anche se legalmente fanno fede solo preventivi di lavori extra firmati preventivamente per iscritto dal committente e il direttore dei lavori non ha alcun potere di approvare o meno le scelte di spesa del committente).

Secondo i contratti di appalto più consueti queste divergenze di valutazione tra direttore dei lavori e ditta appaltatrice si devono risolvere davanti ad un giudice, ma, quando si ha a che fare con un progetto indispensabile alla salute di una persona con grave MCS, il committente può decidere di pagare un SAL, anche contro il parere del direttore dei lavori, pur di far procedere i lavori senza ritardi, rimandando le eventuali controversie a fine lavori.

Si può intraprendere una causa civile contro una ditta appaltatrice per il risarcimento del danno anche in seguito, entro cinque anni, ma il fatto che il sistema giudiziario italiano sia estremamente lento obbliga a fare delle attente valutazioni e a prediligere le mediazioni, soprattutto nelle prime fasi di esecuzione dei lavori quando la ditta appaltatrice è in possesso di grosse somme di anticipo.

Questi problemi si possono prevenire facilmente se si evita di offrire ad una ditta appaltatrice un anticipo rilevante così che ci sia un maggiore equilibrio di forze: la ditta si comporta bene perché ha interesse a lavorare e il committente non si trova costretto ad accettare mediazioni sotto la minaccia del blocco dei lavori e della sottrazione degli anticipi versati in attesa del parere di un giudice che potrebbe arrivare dopo anni.

La soluzione migliore è concordare il versamento di anticipi frazionati che, di volta in volta, vengono usati per acquistare solo i materiali necessari ai lavori imminenti. Si suggerisce anche di frazionare i lavori ovvero difare un primo contratto solo per una parte di lavori in modo da valutare la correttezza e la competenza "sul campo" di una ditta.

D'altra parte, quando si ha a che fare con persone affette da invalidità la legge offre delle particolari tutele. Per esempio, in linea teorica, il vicino di casa di una persona affetta da MCS potrebbe essere accusato di "molestie" se si ostina a mettere ripetutamente dei profumatori ambientali, danneggiando la qualità dell'aria condominiale, nonostante la persona malata gli abbia notificato il suo aggravamento (per esempio con emicranie o crisi di asma documentate) causato da questi prodotti.

Allo stesso modo, in linea ipotetica, se una ditta impegnata nella ristrutturazione di una casa per persona affetta da grave patologia ambientale, fa richieste di "costi extra" non preventivati, di pagamenti di lavori non ancora del tutto terminati, di imprevisti e richieste anomale, di un aumento delle quantità di materiali ingiustificate e "a posteriori" o esercita altre forme di pressione con la minaccia di bloccare i lavori, senza la restituzione degli anticipi, si potrebbe configurare un reato penale legato allo "sfruttamento" dello stato particolare di bisogno della persona malata o della sua famiglia per trarne dei vantaggi economici .

Per una persona affetta da grave patologia ambientale, infatti, una casa sana non è solo un'esigenza abitativa, ma anche un'esigenza terapeutica fondamentale perché l'evitamento è la prima terapia per la MCS.

giovedì 6 agosto 2009

4. Progetto per la Salute

I lavori procedono molto a rilento. Per ora l'unico progresso visibile è l'inizio dello scavo per l'impianto fognario.

E' previsto il posizionamento di una fossa Imhoff con seconda fossa di depurazione ad ossidazione totale per garantire una fuori uscita di uno scarico a terra il più depurato possibile.

Oggi gli operai hanno iniziato a fare uno scavo a mano per posizionare le tubazioni. Presto dovrà arrivare il muletto per eseguire gli scavi in profondità per posizionare gli impianti.

sono state sostituite con delle pietre i mattoni di tufo posti proprio sotto la cornice del tetto che deturpavano esteticamente la facciata. Per ora il lavoro appare abbozzato, ma la ditta assicura che rimuoverà lo strato superficiale di calce grigia per rendere la stuccatura omogenea.

Lungo i ponteggi sono visibili i coppi rimossi, parte dei quali saranno accantonati per essere riutilizzati in futuro per la ristrutturazione della parte adiacente. Come sottocoppi saranno impiegati coppi nuovi che sono meno costosi e più regolari.













La lavorazione della parte superiore del tetto è in una fase di stallo, è stata passata della calce per uniformare la superficie e poi si passerà alla coibentazione.
Un piccolo imprevito: durante un sopralluogo la proprietaria ha notato dei fili che reggono il cemento che sono arrugginiti. Il direttore dei lavori ha poi confermato che è necessario dare un trattamento anti-ruggine. Poiché si tratta di un impiego di sostanze chimiche tossiche all'estero e per piccole superfici, la committente affetta da MCS ha accettato l'impiego di un prodotto antiruggine da concordare tra i meno tossici.



















Un secondo imprevisto: la committente si è anche accorta che gli operai avevano incautamente spalmato la colla "cattura-topi" lungo la parete da dove scendevano, contravvenendo alla promessa di utilizzarla solo su delle tavolette. Così si è creata una contaminazione. La committente ha chiesto di rimuovere attentamente questa sostanza con lo scalpello prima di posizionare la coibentazione.

martedì 4 agosto 2009

Decalogo per chi lavora in ambiente destinato ad un malato di MCS

1. Non fumare all’interno del locale. Se si fuma all’esterno, cercare di fare attenzione alla contaminazione da sigarette, semplicemente mettendo la cenere e le cicche in un posacenere. Lavarsi le mani prima di tornare al lavoro.

2. Non usare insetticidi (anti-zanzare, anti-formiche, topicidi) o erbicidi per le piante nell’ambiente destinato al malato e in quello circostante per un raggio di 200 metri. Se serve combattere insetti, rivolgersi al malato per avere soluzioni non tossiche.

3. Non usare profumi, deodoranti o saponi per l’igiene personale se non quelli forniti dalla committente.

4. Nel caso in cui il malato riscontri che, nonostante l’uso di questi prodotti l’operaio presenti ancora contaminazioni da fumo o profumi provenienti dalla propria abitazione o dalle proprie abitudini, concordare insieme una soluzione idonea, come l’uso di tute di cotone e/o di guanti in vinile senza polvere.

5. Per la durata dei lavori, cercare di evitare l’uso di deodoranti ambientali per la casa o per auto perché fonte di pesante contaminazione tossica.

6. Non usare lampade fluorescenti compatte per nessun motivo. Usare solo lampade ad incandescenza perché, in caso di rottura accidentale di una lampadina fluorescente compatta, si libera una quantità di mercurio che renderebbe impossibile gestire la decontaminazione.

7. Non usare termometri o altri strumenti di misurazione contenenti alcol o mercurio in prossimità dell’ambiente destinato al malato di MCS e, in caso di necessità, usare solo termometri digitali.

8. Tenere sostanze tossiche (benzina, grassi, solventi, detersivi o altro) in prossimità del cantiere e, in caso di contaminazione accidentale, usare della segatura e mai acqua, avvisando subito il malato per trovare la migliore soluzione per la decontaminazione.

9. In caso si tocchino sostanze chimiche, usare i saponi in dotazione con polvere di bicarbonato e chiamare subito la committente per trovare la migliore soluzione per la decontaminazione.

10. Usare esclusivamente i materiali concordati con il malato e portare sul luogo di lavoro solo quelli. In caso sia necessario impiegare nuovi materiali, avvisare subito il malato affinché possa testare preventivamente il materiale e dare il permesso al suo impiego.

Qualsiasi situazione imprevista può essere risolta senza problemi, se si chiede al malato il modo migliore di gestire l’ambiente in funzione della sua salute. Una persona sana può magari peggiorare la situazione perché non conosce il problema di salute.

Per saperne di più leggere i due articoli sul sito dell'Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale (A.M.I.C.A.):

Questi due articoli andrebbero sempre allegati ufficialmente ad un contratto di appalto per la ristrutturazione di una casa per persona con malattia ambientale e, in particolare, con Sensibilità Chimica Multipla (MCS).

Per controllare che la ditta e gli operai si attengono a queste regole il proprietario può usare uno spettrografo di massa che controlla con molta accuratezza la qualità dell'aria, si possono inoltre fare analisi delle polveri con una minima spesa.

sabato 1 agosto 2009

3. Progetto per la Salute - Gli interni




Una delle prime operazioni da fare all'interno sono le cosiddette "spiccature", ovvero si posiziona una fila di mattoni per tracciare le linee dei futuri tramezzi che divideranno le varie stanze.




Come si vede dalle foto i margini tracciano dei locali stretti lungo la parete, uno per ogni stanza, che dovrebbero essere dei bagni, ma rispetto alla pianta risultano davvero troppo piccoli e scomodi e così l'architetto dovrà ripensare le misure per garantire una discreta vivibilità. Probabilmente verrà ristretto lo spazio della scala a chiocciola a favore di una maggiore lunghezza dei servizi (al centro tra i due bagni).

In ogni stanza è previsto un angolo cottura elettrico per garantire un minimo di indipendenza agli abitanti, come se fossero due piccoli monolocali.




2. Un Progetto per la Salute - Piccoli Imprevisti

E' passato più di un mese da quando sono stati messi i ponteggi e soltanto il 27 luglio sono tornati gli operai sul cantiere.

Le prime attività sono state la rimozione delle tegole per preparare il nuovo tetto ventilato e la sistemazione delle aperture. Sul tetto è stata trovata una vecchia guaina di bitume che è stata completamente rimossa, ma, come si può vedere nella foto, è rimasta una base "impregnante" impossibile da togliere perché ormai inserita nello stesso cemento. Questo è il limite di una ristrutturazione rispetto ad una costruzione da zero.

Ai fini estetici verranno rimossi alcuni mattoni in tufo che erano stati messi come "rattoppo" nelle parti alte delle pareti così che si vedranno soltanto pietre sulle facciate definitive.

C'è stato anche un piccolo imprevisto: piccoli topolini che avevano trovato rifugio nella casa abbandonata. Poiché i nidi di topi possono essere fonte di esposizione e virus pericolosi, la proprietaria ha chiesto di fare un'attenta revisione ma non si sono trovati segni particolari.

Gli operai hanno chiesto di poter mettere delle esche avvelenate, ma la proprietaria ha dovuto rispondere che non era possibile usarle perché avrebbero potuto contaminare l'ambiente e così ha provveduto con una colla. Con questo sistema il povero animaletto viene attratto da un pezzetto di formaggio su una tavoletta su cui viene sparsa della colla.

Anche se i prodotti chimici per la derattizzazione sono legali, infatti, potrebbero non essere indicati per una persona consensibilità specifiche e non vale la pena rischiare.

Un'altro problema che si è presentato è che un operaio stava fumando dentro la casa e gli è subito stato ricordato che non deve assolutamente in casa ma può farlo soltanto fuori facendo attenzione a buttare cicche e cenere in un contenitore (per esempio una bottiglia tagliata a metà e riempita sul fondo con un po' d'acqua).