- iscrizione regolare all'Ordine degli Architetti o degli Ingegneri,
- competenze di bioedilizia,
- competenze specifiche del tipo di progetto che si va a realizzare.
Se non si sa da dove iniziare ci si può rivolgere o al locale Ordine degli Architetti o degli Ingegneri oppure si può chiedere un consiglio informale all'ufficio tecnico comunale per sapere quali professionisti si presentano più frequentemente da loro con progetti simili a quello che si deve realizzare.
Con questo professionista si stipula un contratto di affidamento di incarico professionale con le specifiche dei pagamenti del compenso e del tipo di prestazione offerta.
Nel caso della progettazione bisogna fare attenzione che ci sia tutto l'iter che va dalla progettazione di massima, alla progettazione esecutiva alla presentazione agli enti locali dei progetti.
Prima che siano presentati i progetti devono essere controfirmati dal proprietario dell'immobile. Questa firma è molto importante e quindi bisogna controllare che sul progetto compaiano tutte le caratteristiche concordate a voce con il professionista.
La soluzione più adeguata di pagamento è:
- zero anticipi alla firma (un professionista non ha spese iniziali se non quelle della benzina per gli spostamenti),
- 30-40% alla consegna dei lavori agli enti locali,
- 60-70% all'ottenimento dei permessi per ristrutturare o costruire.
Non farsi illudere dalle pretese di un anticipo di 500, 1000 o 1500 euro da parte del professionista, pensando che in fondo si tratta di un piccolo anticipo, perché il professinista può sparire e voi sarete costretti ad intraprendere un'azione legale che può costare molto più di queste somme, somme che, tra l'altro, si potranno riavere solo al termine di un lungo iter processuale e solo se il professionista ne sia ancora in possesso o possieda qualcosa che abbia questo valore.
Per le stesse ragioni è consigliabile scrivere sul contratto di affidamento di incarico anche i tempi di consegna del progetto preliminare e del progetto definitivo agli enti. Indicare anche se il progettista si occuperà del progetto esecutivo degli impianti o di altri particolari (come arredi fissi).
E' preferibile che a seguire la direzione dei lavori sia lo stesso professionista che ha seguito tutte le fasi della progettazione e ha preso i rapporti con gli enti locali. Anche in questo caso non serve pagare anticipi ed è preferibile saldare la maggior parte del compenso a fine lavori.
Scegliere una ditta è davvero molto complicato. Il passa-parola può essere utile, ma, nel caso di un Progetto per la Salute serve anche valutare la competenza in ambito di bioedilizia e di materiali alternativi.
In Italia si contano sulla dita di una mano gli appaltatori che hanno avuto a che fare con una ristrutturazione per clienti con Sensibilità Chimica Multipla e in genere si tratta di esperienze isolate.
Questi i passi principali da tenere presente nella scelta:
- competenze basilari di bioedilizia,
- competenze relative al tipo di edilizia (per esempio capacità di lavorazione della pietra e del legno nelle case storiche o di gestione di grandi strutture, ecc.),
- buon gusto e capacità esecutive (si chieda il portfolio con le fotografie delle case realizzate e, se possibile, visitarne alcune sul posto almeno da fuori o, ancora meglio, chiedere ai clienti se sono soddifatti).
Una volta passata questa prima grossolana selezione bisogna valutare:
- iscrizione alla Camera di Commercio della ditta,
- ricerca di eventuali protesti o giudizi in corso,
- numero degli operai,
- regolarità dei pagamenti dei contributi all'INPS (DURC),
- macchinari e mezzi in dotazione.
Quando, dalla rosa delle scelte, rimangono una o due ditte si procede a discutere il tipo di offerta economica e il contratto. Ecco alcuni brevi consigli sul tipo di contratto:
- mai affidare alla ditta tutto il lavoro di ristrutturazione, ma iniziare da una piccola parte per testare la competenza e la correttezza della ditta, per poi eventualmente procedere nuovi incarichi,
- mai affidare alla ditta anticipi consistenti (leggere a tal proposisto l'articolo precedente sui pagamenti),
- specificare che lavori extra vanno approvati per iscritto dalla committente,
- specificare tutti i comportamenti particolari che gli operai e i professionisti devono tenere sul cantiere di un Progetto per la Salute di un Malati ambientale (a tal proposito si legga il Decalogo per chi lavora ad una ristrutturazione per persona con Sensibilità Chimica),
- specificare la data e le condizioni della fine dei lavori con le relative penali in caso di mancata consegna.
Nel caso di un Progetto per la Salute è bene allegare al contratto un capitolato dei lavori il più specifico possibile con i materiali che si andranno ad usare per ogni lavorazione, perché alcune ditte poco competenti di bioedilizia potrebbero approfittare della malattia del committente per pretendere costi aggiuntivi sui materiali o sulle lavorazioni. Le ditte competenti di bioedilizia di solito sanno che gli aumenti ci possono essere ma in nessun caso superano il 10-15% rispetto da una lavorazione normale.
Ogni regione pubblica un Tariffario dei Prezzi della Edilizia a cui ci si può riferire per controllare che la ditta offra prezzi ragionevoli oppure ci si può confrontare anche con li progettista.
Diffidare da chi offre di fare dei lavori in nero perché è illegale e non conveniente. Non solo lavorare in nero significa non tutelare i lavoratori, esporsi a multe salate e a denunce in caso di danni agli operai, ma tutto questo è perfettamente insensato tanto più che oggi ci sono leggi che incentivano l'edilizia e consentono un recupero del 35% sull'IRPEF per le spese dei materiali usati per le ristrutturazioni e addirittura un 55% per le spese relative ai materiali usati in lavori volti al risparmio energetico.
Per saperne di più visitare il sito dell'Agenzia delle Entrate.